COMUNICATO STAMPA
29.05.2013 14:06
Roma, 29 maggio 2013
Roma, 29 maggio 2013
OGGETTO: IPBS rescinde l’accordo di collaborazione con FISP
Nella giornata di domenica 19 maggio 2013, al termine dello svolgimento della seconda tappa del Campionato Nazionale Italiano FISP-IPBS, tenutosi presso il campo di gioco della ASD Paintball Milano, i rappresentanti del Consiglio Direttivo FISP presenti sono stati informati dal Presidente della A.S.D. IPBS sig. Paolo Russo dell’intenzione di interrompere il rapporto di collaborazione pattuito ad inizio anno, il cui oggetto era la presa in carico da parte di IPBS della gestione del campionato nazionale sotto l’egida FISP. Tale intenzione è stata in data 23 maggio confermata tramite un comunicato ufficiale IPBS uscito sulla rispettiva pagina Facebook. Tuttavia, le motivazione espresse nel comunicato che hanno portato IPBS ad assumere questa decisione non ci paiono chiare, in quanto espresse in modo generico e senza scendere nei dettagli delle cause scatenanti di questa scelta. Come FISP ci sentiamo quindi in dovere di fare chiarezza sulla questione, affinché tutti i nostri soci, ma più in generale tutti gli appassionati di paintball italiani che ci seguono, abbiamo chiarezza su quale sia stato l’esatto svolgimento dei fatti e possano farsi una propria chiara opinione dell’accaduto.
Prima di entrare nel merito della questione, riteniamo utile ricordare quali siano state nel 2012 le motivazioni che hanno portato alla fondazione della Associazione Sportiva Dilettantistica “Federazione Italiana Sport Paintball”. Lo facciamo, sia perché queste motivano le scelte intraprese da FISP nel merito di questa vicenda, sia perché vogliamo sottolinearle con forza affinché siano nel prossimo futuro l’unico e solo punto di riferimento per le attività e le scelte messe in atto da FISP.
FISP crede fermamente che un’organizzazione sportiva debba essere sempre e solamente fondata su principi di democrazia, uguaglianza, trasparenza e no profit. Su queste basi nel febbraio 2012 è stata fondata un’associazione nazionale con l’obiettivo di “federare” tutte le realtà paintball italiane, unendole in un soggetto unico di coordinamento e di rappresentanza. FISP si basa su regole condivise, il suo Statuto, è gestita da persone elette durante la sua prima Assemblea Costituente e restanti in carica per 2 anni, è obbligata alla massima trasparenza economica come dimostrato durante l’Assemblea Ordinaria 2013 in cui è stato presentato dettaglio di qualsiasi spesa sostenuta nel 2012 a tutti i soci presenti.
E’ partendo da queste solide basi valoriali che FISP all’inizio di quest’anno, dopo essersi occupata in prima persona nel 2012 dell’organizzazione del campionato nazionale, si è trovata di fronte alla comparsa improvvisa del progetto IPBS (Italian Paintball Series) ed alla necessità di dover valutare una possibile forma di collaborazione con questo nuovo soggetto. Usiamo non a caso la parola “necessità” poiché è giusto ricordare che i soggetti che hanno creato IPBS sono aziende private i cui rappresentanti ricoprono allo stesso tempo cariche all’interno di ASD iscritte a FISP, alcuni dei quali con incarichi elettivi.
Nonostante queste persone fossero ampiamente inserite nell’organigramma FISP, hanno allo stesso tempo portato avanti un progetto senza darne alcuna notizia se non al momento della sua presentazione ufficiale.
E’ evidente lo stupore degli altri rappresentanti FISP quando si sono visti presentare un progetto per l’organizzazione del campionato nazionale, che non aveva coinvolto in nessun modo FISP nella sua creazione, e che veniva portato avanti da persone inserite nel suo organigramma ma in forma privata.
E’ inutile nascondere che gli attriti inizialmente erano forti, da parte di FISP il motivo era che non si capiva perché questi soggetti non abbiano presentato lo stesso progetto all’interno del sistema federativo di cui facevano parte.
FISP decise di cercare in tutti i modi una forma di collaborazione fra le due realtà, poiché la divisione avrebbe solamente portato un danno al paintball italiano in questo momento. Gli unici punti su cui FISP decise di non cedere, nonostante molte rigidità da parte di IPBS su alcuni di essi, e che furono poi oggetto dell’accordo sono:
- Le squadre iscritte al campionato IPBS devono fare riferimento ad una ASD regolarmente iscritta aFISP e gli atleti impegnati nelle competizioni devono essere in possesso della tessera FISP.
- Tutti i pagamenti relativi alle iscrizioni delle squadre devono essere fatti a FISP che poi si impegna a girarli ad IPBS.
- Lo staff arbitrale del campionati è dato in gestione alla ASD Euroref Italia, che gode di totale autonomia decisionale nel proprio ambito di attività.
- FISP riconosce il ranking europeo EPBF alle squadre iscritte al campionato IPBS.
In occasione della seconda tappa del campionato ci si è trovati di fronte a diverse circostanze discutibili ma almeno tre fatti a nostro avviso gravi, oltre all’aver ricevuto per via verbale la decisione di IPBS di rescindere l’accordo, decisione che solitamente è buona usanza comunicare in forma scritta e con chiarezza e dettaglio delle motivazioni.
1° FATTO
Nonostante IPBS avesse chiaramente comunicato la scadenza del 15 maggio come termine ultimo per l’iscrizione delle squadre alla seconda tappa e per il pagamento delle relative quote, il giorno di svolgimento dell’evento molte squadre non avevano ancora provveduto al saldo. Ancor più grave e manchevole di rispetto verso quelle squadre che invece avevano pagato la quota d’iscrizione in regola, è il fatto che alcune delle squadre morose vedevano presenti fra i propri giocatori dei rappresentanti IPBS. Perciò gli stessi esponenti che avevano comunicato la scadenza erano i primi a non averla rispettata.
2° FATTO
Da una prima sommaria visione degli elenchi giocatori partecipanti alla tappa, apparivano circa 30 giocatori non tesserati FISP e pertanto potenzialmente non coperti da idonea polizza infortuni.
3° FATTO
In occasione di una discussione tra un rappresentante dello staff arbitrale e un rappresentante di una squadra in gioco, il Presidente IPBS ha ritenuto suo diritto poter decidere per l’esclusione dallo staff arbitrale della persona coinvolta, possibilità che gli è stata negata però sia da FISP che dalla ASD Euroref Italia.
Ancor più grave è che la squadra in gioco e oggetto della contestazione era quella di appartenenza del Presidente IPBS, che normalmente per conflitto di interessi avrebbe dovuto nominare un suo sostituto per intervenire sulla vicenda, pur non avendo il titolo per farlo. L’intervento era ad ogni modo ingiustificato data la totale indipendenza decisionale di cui deve godere lo staff arbitrale, in special modo durante lo svolgimento di una competizione.
La comunicazione da parte di IPBS di voler rescindere l’accordo con FISP è avvenuta proprio all’interno di questa discussione, quando invece si sarebbe dovuta affrontare in un contesto diverso. L’organizzazione IPBS ha inoltre deciso, prima ancora di emanare un comunicato ufficiale, darne pubblico annuncio durante le premiazioni del torneo.
Di fronte a questi accadimenti FISP non può che prendere atto della decisione di IPBS, ma questa conclusione sarebbe stata probabilmente inevitabile anche da parte di FISP considerata la gravità di quanto accaduto. La situazione che ci si presenta davanti a metà campionato non è piacevole né tanto meno semplice.
Ci teniamo inoltre a riportare in questa occasione un’analisi tecnica in merito alla prima tappa del campionato svoltasi a Roma. Ci si è trovati di fronte infatti a numerose lacune organizzative, nonostante la presentazione fatta da IPBS ad inizio anno prospettasse la realizzazione di eventi il cui livello qualitativo non aveva precedenti nel nostro paese.
Lacune tecnico/organizzative 1° evento FISP-IPBS Roma 2013
- Basamento dei pali troppo vicino alla linea laterale (circa 50 cm) e conseguente assenza di linea di camminamento per arbitri e giocatori. La protezione della carpenteria con una gomma per auto non è idonea. In alcuni casi la carpenteria restava sollevata da terra. In caso di “overslide” vi poteva essere uno scontro con tali strutture con possibile infortunio del giocatore.
- Campo in pendenza, sul lato corto vi era un dislivello di circa 60 cm tra i due estremi.
- Turf posizionato in maniera non conforme, i rotoli erano affiancati senza sovrapposizione così da creare delle sacche e rialzi che generano rischi di inciampo.
- Linea di bordo campo fatta con nastro segnaletico, che è ceduto dopo poche partite.
- Basi di partenza realizzate con gonfiabili modello “Brick”, larghe quindi circa 1,5 metri e non 2 come da regolamento EPBF.
- Nel pomeriggio vi era una pressione dell’impianto dell’aria compressa che non raggiungeva i 180 BAR. Questa lacuna è forse una delle più gravi considerato lo svantaggio che può recare ad un giocatore, tanto più che si è verificata in particolare nelle fasi finali. Proprio questo aspetto ha richiesto durante tutto il giorno numerose interruzioni delle gare per attendere il ritorno di un livello di pressione accettabile.
- Tabellone punteggi non funzionante, ad un certo punto si è arrivati a dare il via e il tempo di gioco a voce tramite l'impianto audio.
- Tabelloni ausiliari a servizio dei team inspiegabilmente posizionati FUORI dalle PIT BOXES, del tutto invisibili ai giocatori.
- Stazioni per cronografi del tutto inadatte. Il cronografo era posizionato fuori dal condotto di sparo e di conseguenza i giocatori si trovavano a maneggiare i marcatori in un’area aperta privi di calzetto di sicurezza con effettivo e concreto rischio di sparo accidentale all'interno della PIT BOX.
- Assenza spogliatoi e docce.
- Il calendario gare prevedeva l’inizio della competizione alle ore 7.00, ma le squadre che si sono presentate prima per le normali operazioni di preparazioni si sono trovate un campo che mancava del personale organizzativo e con l’allacciamento di corrente non funzionante fino alle 7.30.
- Per mancanza di tempo le squadre di Serie B si sono viste ad un certo punto del torneo convertire le loro partite da RaceTo3 a RaceTo2, nonostante la loro quota di iscrizione fosse la stessa richiesta alle squadre di Serie A.
A fronte di tutto quanto scritto sopra, FISP non può che prendere atto di quanto accaduto e dare il via ad una veloce valutazione su come adeguare il proprio calendario di attività e competizioni a fronte dei cambiamenti intervenuti con la rescissione dell’accordo da parte di IPBS.
Quanto prima informeremo i nostri soci sulla nuova impostazione delle attività per l’anno 2013.
Cogliamo però l’occasione per ricordare e sottolineare che tutti coloro che si impegnano nel progetto FISP lo fanno a titolo volontario e gratuito. La nostra organizzazione è ancora giovane, sicuramente ha commesso molti errori e sicuramente non tutte le persone che ricoprono determinati incarichi sono le più qualificate in assoluto, ma sono le uniche che al momento hanno dato la loro disponibilità a portarli avanti. Se pertanto ritenete che alcune cose possano essere fatte meglio, se ritenete di avere delle competenze utili al progetto, se avete delle idee che vi piacerebbe sviluppare con il supporto di FISP, se avete dei consigli o delle critiche, FISP è aperta a tutto e tutti, niente è immutabile e nessuno è insostituibile in quanto non vi sono né proprietari né padroni in FISP.